I ragazzi della Nickel

Colson Whitehead aveva già ampiamente superato le convenzioni del romanzo storico con La ferrovia sotterranea (Sur, 2017) vincitore del Pulitzer e dell’Arthur C. Clarke Award dove veniva narrato, con una sapiente commistione di generi, il viaggio di Cora, in fuga da una piantagione schiavista.
Il suo nuovo romanzo, I ragazzi della Nickel, uscito qualche giorno fa per Mondadori, ritorna alla realtà ordinaria e conduce il lettore a un periodo meno remoto, quello della segregazione. I ragazzi della Nickel è ambientato negli anni Sessanta del Novecento, in un periodo di fervido movimento, quello della lotta per i diritti civili. Spinto da un fatto di cronaca, la riesumazione di numerosi cadaveri da un cimitero segreto presso un riformatorio in Florida, Whitehead imbastisce un romanzo sensazionale quanto crudele.

Elwood Curtis sarà infatti colui che varcherà le porte dell’inferno, quelle della Nickel Academy.
Elwood è un ragazzo sveglio, un gran lavoratore, che si avvicina al movimento per i diritti civili. È anche tremendamente ottimista e altrettanto ingenuo. Abbandonato dai genitori vive con sua nonna Harriet, che continuerà a pentirsi per il resto della vita per avergli regalato LP Martin Luther King at Zion Hill. Grazie a un suo insegnante che fa parte del movimento, riesce a entrare in un college per ragazzi di colore di Tallahasse. Facendo l’autostop prende il passaggio sbagliato, si ritrova su un’auto usata e viene spedito alla Nickel.

L’agente aveva tirato fuori la pistola. «La prima cosa che ho pensato quando mi hanno detto di cercare una Plymouth» disse. «È che il ladro poteva essere solo un negro.»”

La parte centrale del romanzo, ambientata alla Nickel, è una parete fredda, un impatto calcolato e crudele, costruito da Whitehead con una cura impeccabile. La Nickel, una cui parte è destinata ai ragazzi bianchi e l’altra a quelli di colore, è la porta dell’inferno e Elwood conoscerà ben presto gli orrori a cui i ragazzi sono destinati. Durante la sua prima notte, mentre cerca di non crollare, sente un forte rumore rimbombare all’esterno: quel rumore, l’orrore, è già potenzialmente svelato.
Ma la forza di Whitehead sta nello scivolare via, lasciando da parte e abbandonando momenti di altra tensione. Non assistiamo alla sentenza di Elwood e tratteniamo il fiato quando, dopo averlo trascinato via dal suo letto durante la notte, lo conducono alla Casa Bianca.

Ciò che accade là dentro, il luogo di tortura della Nickel, Whitehead non ha dovuto immaginarselo, tutto l’orrore è strisciato fuori dalla Arthur G. Dozier School for Boys in Florida, attiva dal 1900 al 2011 quando, dopo un’ispezione fallita, è stata chiusa. Un gruppo archeologico ha iniziato a rinvenire, dal 2012, i resti di diversi cadaveri, in un cimitero segreto. Lo scorso marzo ne sono stati rinvenuti altri ventisette, raggiungendo quasi il centinaio.

Le enciclopedie sono vuote. Ci sono imbroglioni che ti offrono il vuoto con un sorriso, mentre altri ti rubano il tuo amor proprio. Devi ricordarti chi sei.”

Whitehead non lascia uscire un filo d’aria dalla sua storia, creando una narrazione senza sbavature e dal ritmo perfetto che può ricordare un grande romanzo di King. Il microcosmo nero e crudele in cui si muove Elwood è un sistema perfettamente funzionante. Per questo non ha bisogno di precisare cosa accade, per questo gli bastano poche parole per definire un personaggio o un’azione: ciò che conta è che il sistema di segregazione razziale funziona benissimo, è un controllo esercitato senza pietà, ed è proprio qui che si pianta come una scheggia la morale di Elwood, che persino alla Nickel riesce a pensare che, se si comporterà bene e lavorerà duro verrà ripagato. La sua etica, che abbraccia il messaggio di Martin Luther King che ogni tipo di odio va combattuto con l’amore, non può nemmeno lontanamente scontrarsi con ciò che accade alla Nickel, per quanto esso si aggrappi a ciò in cui crede. Così gli fa da contrappunto l’amico che si fa tra le mura del riformatorio, Turner.
Turner a differenza di Elwood, non pensa a come dovrebbero funzionare le cose e scuote la testa di fronte alle prediche di Elwood. Turner, semplicemente, vede le cose e basta e cerca di sopravvivere.

I ragazzi della Nickel affronta il tema della segregazione per come va davvero affrontato. Non come qualcosa che è accaduto in un tempo così remoto, quando si era obbligati a cedere il passaggio sul marciapiede e si poteva venire incarcerati per Bumptious Contact. La sentenza Brown v. Board of Education risale al 1954, e alcuni sopravvissuti della vera Nickel Academy ricordano ancora oggi a cosa sono stati sottoposti. Il “Devi ricordarti chi sei” di Elwood Curtis acquista sempre più valore ma soprattutto, una volta terminata la lettura, ciò che scoprirete non vi abbandonerà più.

| I ragazzi della Nickel, Colson Whitehead (traduzione di Silvia Pareschi), 216 pagine, Mondadori
Mondadori


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