Days of Hate

Days of Hate si presenta sicuramente come il più attuale fumetti contemporanei; l’opera di Ales Kot e Danijel Žeželj(già nel catalogo Eris Edizioni con Babilon e Cappuccetto Rosso Redux) con colori di Jordie Bellaire è una meditazione su come esistere adesso, là fuori, in una realtà che sulle pagine è raccontata da due donne, Xing e Amanda.

Loro preferiscono Alt-Right.”

Gli Stati Uniti del 2022 sembrano la diretta evoluzione di quello che sta accadendo ora o almeno una testimonianza più che efficace di quello che sembra inevitabile: campi di lavoro e prigionieri politici in una società dove il fascismo ha preso sopravvento per mano della supremazia bianca. Amanda e il suo compagno di viaggio, un uomo di colore di nome Arvid, attraversano gli stati colpendo varie cellule di estrema destra. Dall’altro lato Huian Xing, ex moglie di Amanda, viene contattata da un investigatore che tiene sotto mirino Amanda per terrorismo. Il rancore che sembra covare la donna la porta a collaborare con quest’uomo che lega le due storie: Peter Freeman.

I primi numeri contenuti in questo Atto primo (dove sono raccolti i primi sei spillati della serie Image Comics) servono appunto a mappare quelle che sono le motivazione di questi personaggi principali: tre storie che si raccolgono e si annidano una dentro l’altra, portando ognuno di questi esseri umani ad agire e a muoversi secondo una catena di eventi che sembra potrà condurre soltanto incontro a una definitiva esplosione. Tutto infatti in Days of Hate è in continuo movimento: le pulsioni distruttive di Huian Xing, i piani di Amanda e Arvid, tutte le piccole strategie meschine di Freeman punteggiano la strada e vibrano sulla pagina. L’unico modo per processare l’odio è non stare fermi a guardarlo, ma agire subito, riuscire a cogliere la profondità delle cose senza però rimanere indietro.

A tenere ferme sulla pagina queste infinite esplosioni fatte di azioni e appropriate conseguenze stanno tutti i segni e i simboli di una società che ha perso la ragione. Non a caso il fumetto si apre con il primo piano di una svastica in un luogo dove è stato compiuto un crimine d’odio. Il falco di Huian Xing, la tazza di tè condivisa con Amanda, sono tappe segnalate che creano un tempo e uno spazio ben preciso.
E ancora, il modo in cui comunicano davvero i personaggi non sta soltanto nei loro dialoghi ma nell’incredibile mimica dei loro volti e in tutte le pieghe dei loro gesti, con i colori di Baillare atmosferici e perfetti.

La schiettezza narrativa di Days of Hate conduce questi primi sei numeri verso un finale fortemente climatico, ma soprattutto mostra al lettore che la risposta non è da cercare soltanto nei riferimenti alla realtà e nelle promesse di una distopia che ci conduce continuamente a questo presente ma nei fatti della storia stessa.
Tutte le vite raccontate nel fumetto riescono a parlare da sole, a mostrarsi continuamente per quello che sono.

| Days of Hate – Atto Primo, Ales Kot e Danijel Zezelj, 176 pagine, Eris Edizioni
Eris


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