Infestazioni | Rubens

The attic is not haunting your head – your head is haunting the attic. 


Una sequela di azioni impossibili scatenanti eventi ancora più improbabili, un mondo dove una creatura antropomorfa esce di casa, questo l’incipit, per chiedere ai vicini di pianerottolo dell’uranio. Rubens è un progetto a sei mani: la prima parte è sceneggiata da AkaB e disegnata da Cammello con una storia nella storia di Spugna, la seconda parte è scritta e disegnata interamente da Cammello (Rubens fa infatti parte dell’universo di Tumorama di Cammello).

Quello che ne esce è un lungo racconto folle e sgangherato, con alcuni sprazzi di immensa lucidità, che rimettono il lettore sulla giusta strada solo per permettergli di capire quanto tutto sia ancora più irreale.
Una storia che comincia con la ricerca dell’uranio, che continua con la creazione di un figlio mentale (dopo un matrimonio mentale ovviamente), che andrà a concludersi in una terza parte dove viene narrata La leggenda di Rubens, dove si precisano le sue origini e la sua impossibile fine quale figlio del vuoto.

Rubens è un’epopea tanto metafisica quanto stupida, con il suo protagonista che lascia segni di sé stesso, delle sue radici quasi solenni e del suo essere fuori corso dal X secolo dopo Cristo e che allo stesso tempo si muove immortale, senza risolversi in tutto l’universo, un universo che si è aperto fin dall’inizio all’interno di un condominio.
La storia quindi, il nocciolo della questione, è la contraddizione continua, tra la leggenda e la risata mutante e che le avventure caricaturali di Rubens riescono a generare; la stessa storia all’interno della storia, il Nazi Klown di Spugna risponde alla domanda su quest’equilibrio, perché la storia del clown nazista, film proiettato dalla moglie mentale di Rubens, è sia tremendamente drammatica quanto parodia di sé stessa e in generale di tutte le pellicole che possono essere ascritte al genere.

Così anche il lettore viene disorientato dal tempo che si ripete perché smosso dalle forze dello spazio-tempo, da forze allucinanti, ma un tempo che alla fine si ripete anche perché non può accadere altrimenti, con un protagonista da secoli alla ricerca di cinque crediti universitari.
Ci si chiede se abbiamo davvero capito, e quale sia la risposta esistenziale celata in quel che Rubens prova a raccontarci.

Sacro e leggendario sono le armi di chi riesce a far sogghignare con follie che si muovono lungo tutto l’universo, che non riescono a esaurirsi e che non vogliono farlo, perché troppo cattive e troppo insensate per poterlo fare.

| Rubens, AkaB, Cammello, Spugna, 144 pagine, Progetto Stigma
Eris Edizioni/Progetto Stigma


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