Consigli | ODI – Quindici declinazioni di un sentimento

Consigli spassionati. 


Gabriele Merlini, curatore di quest’antologia pubblicata da Effequ, ha chiesto ai giovani esordienti della “scena” di declinare l’odio; raccontare un sentimento sovversivo, mutevole, un prodotto umano incandescente.
Il conflitto esplode quindi in ognuno di questi quindici racconti, un conflitto tra umani che varia e si trasforma ogni volta, in scenari più o meno complessi: tra moglie e marito oppure una giovane coppia appartata in macchina, in un centro per l’impiego o, nel caso dell’unico racconto in cui l’odio non è manifestazione umana, in un alveare (Love Buzz di Giovanni Ceccanti).

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Due cose quindi. Prima di tutto la vastità dell’argomento. L’odio è uno dei sentimenti più puri e per assurdo meno corrotti della razza umana: nasce spontaneo e germina in ognuno di noi, che sia geopolitico, risentimento sociale, fobia, odio irrazionale, vendetta, ribellione: sempre di odio si tratta. Come raccogliere quindi, a quali manifestazioni dare la precedenza? Nell’antologia sono per lo più presenti racconti che si legano alla contemporaneità. Nel caso del racconto di Giovanni Bitetto la gentrificazione, conflitto etnico per Giulio Pedani, fenomeno della fake news per Daniele Gambetta Danilo Pettinati.
Da qui il secondo punto: l’equilibrio che si viene a creare all’interno della raccolta. Partendo da un tema molto vasto e quanto mai contemporaneo come l’odio la raccolta srotola di fronte al lettore un paesaggio organico, dove l’odio è veramente, lo dice il titolo stesso della raccolta, sottoposto a quindici declinazioni differenti. Il lettore si sente appagato, perché la raccolta è completa; certo, sono possibili infinite altre angolazioni e prospettive sull’odio, ma ciò che si trova in questo volume è sufficiente ad approfondire, o a gettare semplicemente uno sguardo su molte di esse (a questo proposito, il racconto che maggiormente è capace di stupefare e gettare nel vuoto il lettore è quello di Zoe Rossi, ambientato in un centro sociale di destra).

“Ho paura di morire e intanto che si avvicinano dicono FASCI APPESI FASCI APPESI FASCI APPESI, quegli infami che insultano i morti, l’hanno sempre fatto con i morti e con l’ammazzare in giro e noi rispondiamo cantando l’inno brutti bastardi ignoranti e caproni. E niente, inizio a menare.”
Aurora legittima | Zoe Rossi

Proprio per questi due fattori la raccolta funziona perfettamente, e il meccanismo che si instaura nel lettore è quello di voler sempre sapere di più. Da scherzi meschini a cronache del Kashmir, a distopie a racconti onirici, l’eterogeneità della crudeltà, dell’insensatezza mescola tutto e poi rimette in ordine. Da qui il fatto che, malgrado il tema non sia dei più leggeri, spesso si incontrano narrazioni grottesche, surreali e divertenti. E così l’occhio si sposta veloce da piccole città di provincia ad ancora più piccoli spazi, appartamenti, auto. Perché così è l’odio: multiforme.
L’odio, che è appunto uno dei sentimenti più puri e naturali di tutti, tutto crea e tutto trasforma. Trasforma, muta un essere umano come nel racconto di Elisabetta Meccariello, si prende tutto dell’uomo fino a non lasciare niente: quanti altre emozioni possono permettere tale metamorfosi? Ma l’odio crea anche dal nulla, nasce spontaneo e spesso esplode in meno tempo di quello che ci ha messo per mettere radici.

“Però ormai era tardi e i primi fili d’erba già le crescevano ribelli sotto il naso e la bocca. Non serviva estirparli. La donna che odiava i gerani si inginocchiò sul pavimento.”
Due tentativi di esistenza | Elisabetta Meccariello

Odi è una raccolta sulle identità in fondo. Identità non riconosciute come nel racconto di Simone Lisi, identità che si annullano come in quello di Francesca Corpaci, identità umiliate come nel caso di Giovanni Bitetto. Continua trasformazione, continua creazione, infinito cambiamento, qui declinato in quindici versioni differenti.

|ODI – Quindici declinazioni di un sentimento, a cura di Gabriele Merlini, Effequ, 256     pagine
Effequ/Amazon


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