Consigli |Vangelo di Malavita

Consigli spassionati.


Il romanzo di Claudio Metallo sbatte subito i fatti di fronte al lettore.
Vangelo di Malavita (CasaSirio Editore) si apre infatti con una frase di Corrado Alvaro, lui che ebbe a che fare con la Calabria, con l’Aspromonte, la Calabria dei briganti.
E anche Metallo mette in scena i suoi personaggi, non in un territorio ben preciso, sebbene alcuni indizi siano ben disseminati e venga da pensare a San Luca, ma comunque sia sappiamo chi sono e cosa fanno.
Uno è Ignazio Quinteri, un picciotto di sgarro, un criminale in carriera insomma, l’altro Angelo Iamonte uno che viene da una famiglia di ricchi, che vuole il potere e, chiaramente, non ha certo grossi problemi nel disfarsi di qualche ostacolo. Uno non si pone alcun problema a sparare, lo fa, perché deve ma sopratutto perché vuole, l’altro non teme niente perché sa che avrà tutto quello che gli serve.

malavita

“Sentire l’impugnatura fredda della pistola gli dava la stessa scossa di quando aveva sparato davanti a zu’ Gioi tirando giù tre barattoli. Gli piaceva che il grilletto e il calcio gli si scaldassero in mano prima del colpo.”

“Angelo Iamonte, i poveracci li aveva sempre schifati. Li chiamava zecche fin dai tempi dell’università.”

Sono due volti tra molti, ma entrambi rispondo a una fede ben precisa. Quella riposta nei riti della ‘ndrangheta.
Ci sono regole, ci sono meccanismi. Gli ingranaggi che si muovono senza pietà, mostrati senza filtri, con uno sguardo quasi documentaristico. Il carcere e il parlamento, la pistola e gli appalti. Sono momenti in un sistema, e infatti benché le loro storie siano cominciate in maniera completamente differente non per questo saranno sempre così lontane tra loro.

Lo sguardo alternato tra i due indica la volontà del voler srotolare di fronte al lettore una realtà fatta di tante azioni, di missioni, di riunioni, di minacce, e in tutto ciò non c’è mai tregua. È un teatro claustrofobico, una narrazione sempre più asfissiante, sempre più cupa. Questo perché i due volti della storia, Ignazio e Angelo, hanno fede in ciò che fanno, credono ciecamente fino alla fine nel loro sistema.
Ho parlato di taglio documentaristico e credo sia proprio così; il romanzo di Metallo mostra la catena alimentare. Basso o in alto, bisogna essere pronti a rispondere a ciò che si è.

| Claudio Metallo, CasaSirio Editore, pagine 208
   CasaSirio/Amazon

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