Talking about | (k)Ink, intervista ad Apollonia Saintclair (NSFW)

(k)Ink nasce da un bisogno preciso: la voglia di parlare di sessualità, soprattutto nelle sue declinazioni meno convenzionali (riassunte nel termine kink, appunto), e di come queste vengano affrontate nei libri, nei film, nelle serie tv, e in tutti gli altri media cercando comunque i contenuti di qualità, in modo da introdurre all’argomento anche chi è alle prime armi e non sa dove posare lo sguardo. 


Il primo articolo di questo percorso doveva essere bello davvero, perché io posso parlarvi esaltata di kinkiness, di libri dove ci sono switcher come si deve o di film che davvero meritano, ma mi piaceva iniziare con qualcosa che davvero colpisse la vostra corteccia cerebrale e vi togliesse dalla gelatina malsana delle sfumature incoerenti e altra robaccia. E quindi ecco qua, mi sono messa in contatto con Apollonia Saintclair per un’intervista.
Per chi non la conoscesse, ma le sue illustrazioni meravigliose si trovano ovunque per fortuna, Apollonia è una disegnatrice che vive qua nel caro vecchio continente e pubblica i suoi disegni sul suo Tumblr blogdal 2012. Io, ovvio, la seguo con immenso piacere da parecchi anni. I suoi lavori sono delicatissimi, e allo stesso tempo di una bellezza senza vergogna alcuna. Puro piacere, che esso sia grottesco, sporco oppure purissimo.

Tra le altre cose la sua prima raccolta, Ink is my blood è adesso in pre-sale su Ulule. Dateci un’occhiata perché è meravigliosa.

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When did you start drawing and creating your illustrations?

A: 2012 was the point in time when I began to take drawing seriously, the moment when I realized that just doodling around wasn’t good enough. It wasn’t some sort of epiphany but rather the beginning of an awareness that, with time and a lot of work, I could draw anything if I really wished to and that there where tons of images in my mind I wanted to bring to life.
Il 2012 è stato quando ho cominciato a prendere il disegno sul serio, il momento in cui ho realizzato che scarabocchiare qua e là non era abbastanza. Non è arrivata come un’epifania, è stata più che altro la presa di coscienza del fatto che, con del tempo e parecchio lavoro, ero in grado di disegnare qualsiasi cosa desiderassi e che c’erano un sacco di immagini nella mia mente a cui volevo dar vita.

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Which medium do you use?

A: I started with Indian ink pens and brushes but, as soon as tablets were available with good drawings apps, I went digital. I like the convenience of “dry” ink: I can carry my whole atelier with me in a small backpack, work when ever and where ever I like. And when I push the OFF button, everything is tidy. In addition, the images are ready to be published on the internet and my entire portfolio takes no place, it simply floats in the cloud …
Ho iniziato con penne a china e pennelli tuttavia, appena i tablet hanno cominciato a offrire buone applicazioni per il disegno, sono passata al digitale. Apprezzo la comodità de “l’inchiostro asciutto”: posso portare con me tutto l’atelier anche in in uno zainetto, e lavorare quando e dove mi piace. E quando premo il tasto off, tutto è in ordine. Inoltre, le immagini sono già pronte per essere pubblicate su internet, e anche tutto quanto il mio portfolio non ha una collocazione ben precisa, semplicemente è ovunque nel cloud…

What’s your “diet” (books, movies, other artist’s work)? Your illustrations seem inspired by a lot of books and movies (there’s a bit of cosmic horror, maybe?) and has something very Lynchian.

A: I am an omnivore, I feed on everything that falls to me: politics, science, culture, nature… But perhaps what inspires me most is these resilient images that I read and which lie half concealed in my memory. I often see something and I am fascinated without understanding why, but conscious of the fact that it arouses an echo in me – which I then often try to transform into a drawing. Of course, there are artists, especially in literature, who have left an imprint on me because they have succeeded in unveiling a world in itself: Lovercraft, Maupassant, Marquez, Borges, Keyes, Matheson, Herbert and many others… I’m certainly interested in the surreal in reality (or magic realism, or cosmic horror) because I believe these visions reveal who we actually are. You know, these half-glimpsed images in the twilight that belong to the awakened world as much as to the realm of dreams.
Sono onnivora, mi nutro di qualsiasi cosa mi capiti sotto mano: politica, scienza, cultura, natura… Ma forse ciò che mi ispira di più sono quelle immagini che restano, che leggo e che poi rimangono per metà occultate nella mia memoria. Spesso vedo qualcosa e ne resto affascinata senza capire perché, ma sono cosciente del fatto che ha destato in me un eco – che poi spesso io provo a trasformare in un’illustrazione. Di sicuro ci sono artisti, sopratutto in ambito letterario, che hanno lasciato un’impronta su di me visto che sono riusciti a svelare il mondo per come è realmente: Lovercraft, Maupassant, Marquez, Borges, Keyes, Matheson, Herbert e molti altri. Sono profondamente, interessata all’aspetto surreale della realtà (realismo magico, o cosmic horror) perché credo che queste visioni riescano a svelare chi siamo veramente. Sai, queste immagini appena intraviste nel crepuscolo, che appartengono al mondo della veglia quanto al regno dei sogni.

How do you get yourself in the mood of creation?

A: Drawing is basically a way for me to give substance to my desires. And I do not necessarily speak of carnal desires, but rather of those moments and those enchanted places of which one has the intuition in dreams. They are completely unattainable, like a mirage, but to draw is to tell them, and make them a little more palpable.
Disegnare per significa fondamentalmente dare sostanza ai miei desideri. E non parlo necessariamente di desideri carnali, ma piuttosto di quei momenti e di quei posti incantati che si percepiscono nei sogni. Sono completamente irraggiungibili, come miraggi, ma disegnarli significa raccontarli, e renderli così un po’ più tangibili. 

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Your illustrations are unique. There are a lot of approaches to sexuality: bdsm, orgies, a lot of beautiful kinky stuff. What do you find most arousing?

A: I think there is an inherent aesthetic beauty in sexuality. Fetishists for example are very aware of that and play with refinement around visual codes. But for me the real arousal is when a drawing is as perfectly complete as a checkmate. Creating an image is mostly a form of mental orgasm.
Penso che ci sia una bellezza estetica innata nella sessualità. I feticisti per esempio ne sono parecchio coscienti e giocano con la ricercatezza della componente visiva. Ma per me la vera eccitazione è quando un disegno è completo alla perfezione quanto uno scacco matto. Creare un’immagine è sopratutto una forma di orgasmo mentale. 

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Several times, watching your illustrations, I thought about Lovecraft that in his letters talked about “adventurous expectancy”, the feeling, the satisfaction that he felt in writing his surreal stories. Do you agree with that?

A: Absolutly. Even if it only lasts a short time – because I immediately begin to see flaws and already think about a next drawing in order to overcome them.
Assolutamente. Anche se dura anche solo pochissimo tempo – perché comincio immediatamente a vedere dei difetti e comincio subito a pensare al prossimo disegno da fare per superarlo.

Did you ever think about using other media to create your art? Maybe photography, short stories?

A: Yes, I write short stories. But it takes a lot of time to do something that has substance – time I do not have at the moment.
Sì, scrivo racconti. Ma occorre molto tempo per ottenere qualcosa che abbia un significato – tempo che al momento non ho. 

What are your thoughts about sexual identity?

A: It is a very broad theme … First of all, we should be free to discover individually who we really are and free to live that identity in society. Personally I cannot understand why human beings make others suffer because of their way of being. All this has nothing to do with sexuality, but rather with an atavistic fear of the diversity. I can understand it intellectually of course, but not intimately. Sexuality is for me a private matter between consenting persons. And the gender or genders that suits me best is a matter between me and myself… It’s not something that can be negotiated. It is a fact that each of us must accept from the people with whom we live, such as you having brown eyes or me an unfailing talent for bad humor…
È un tema parecchio ampio… Prima di tutto, dovremmo essere liberi di scoprire da soli chi siamo veramente e liberi di vivere quel’identità nella società. Personalmente non capisco per qualche motivo gli esseri umani facciano soffrire altri per via di chi hanno scelto di essere. Tutto questo non ha a che fare con le sessualità, ma con una paura atavica della diversità. Posso capirlo intellettualmente, ma non intimamente. La sessualità per me è una questione privata tra persone consenzienti. E il genere o i generi che meglio mi si confà è una questione tra me e me stessa soltanto… Non è qualcosa che si può negoziare. È un dato di fatto che ognuno di noi deve accettare le persone con le quali viviamo, come il fatto che tu hai gli occhi costano o che io abbia un talento infallibile per il bad humour…

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Do you think there’s a line between erotic art and pornography?

A: If there is a line, it is not sharp. The way these two concepts are defined varies continuously. Personally I like enough a definition – adapted very freely – from Umberto Eco: pornography is eroticism without fiction. It is like taking a story and eliminating the whole context to leave only the close-ups of flesh in flesh. There is something deeply boring about that. I have nothing against close-ups, for that matter, when they tell me a story. Because what is really arousing in eroticism is that it is your cortex that gets to work and not just a few hormonal glands: and that makes you become protagonist of your own fantasy.
Se c’è una linea, non è una linea netta. Il modo in cui questi due concetti vengono definiti varia in continuazione. Personalmente io apprezzo parecchio una definizione – molto libera – di Umberto Eco: la pornografia è erotismo senza finzione. È come prendere una storia ed eliminarne l’intero contesto per lasciare solo i primi piani della carne sulla carne. C’è qualcosa di profondamente noioso in questo. Non ho niente contro i dettagli, per quello che mi riguarda, quanto raccontano una storia. Perché quello che c’è di davvero eccitante nell’erotismo è che è la tua corteccia che lavora e non soltanto qualche ghiandola ormonale: e questo ti rende protagonista della tua stessa fantasia.

Can you talk us about your book? (Now in pre-sales!)

A: Since I started sharing my drawings on social network, a growing number of fans have asked me to print my work on paper. It is the first time I can publish my drawings in large format and highlight the details that get lost on a smartphone screen. From the about 800 drawings I have published on the internet since 2012, I have collected more than 120 in the first volume in a series of at least three volumes.

Since the very beginning of this project, I also wanted to invite authors too. I am very happy and honored that Erika Lust accepted my invitation to write the introduction and that Evelyn Wang and Adeline Wessang, among others, are so kind to participate with their pen (in English and French) in this adventure.

Since a a good thing should never come alone, we also thought of creating goodies exclusively for the publication of the book, sexy stickers, limited signed prints and, for the first time ever for sale, 10 original erotic drawings on paper. Link to the pre-sales: https://www.ulule.com/ink-is-my-blood/)
Da quando ho cominciato a condividere i miei disegni sui social, un numero crescente di fan mi ha chiesto di stampare i miei lavori. È la prima volta che riesco a pubblicare i miei disegni in un formato grande, potendo evidenziare i dettagli che si perdono sullo schermo di uno smartphone. Tra i circa 800 disegni che ho pubblicato su internet dal 2012, ne ho raccolti più di 120 nel primo volume di quella che è minimo una trilogia. 

Dagli inizi di questo progetto ho voluto invitare anche alcuni autori. Sono veramente felice e onorata che Erika Lust abbia accettato il mio invito a scrivere l’introduzione, e che Evelyn Wang e Adeline Wessang, tra gli altri, siano state così gentili da partecipare con le loro matite (in inglese e francese) in questa avventura.

Visto che le cose buone non vengono mai sole, abbiamo anche pensato di creare degli extra esclusivamente per la pubblicazione del libro, adesivi sexy, stampe autografate a tiratura limitata, e per la prima volta in vendita, 10 disegni erotici originali su carta. 
Qui il link alla campagna pre-sale: https://www.ulule.com/ink-is-my-blood/

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Last question (very off-topic). I’m kind of a time travels junkie, I asked this question to everyone. If you could time travel, where do you will go and, if you have to not being discovered, how do you disguise yourself?

A: Apart from visiting people I deeply admire, like Leonardo da Vinci or Lee Miller & Man Ray – to name three among hundreds of others -, I think I would go in the future, to satisfy my thirst of unknown. And I would probably go naked, since anyway I would not know what to put in order not to attract attention.
A parte visitare delle persone che ammiro profondamente, come Leonardo da Vinci o Lee Miller & Man Ray – per nominarne solo tra tra centinaia -, penso che andrei nel futuro, per soddisfare la mia sete per lo sconosciuto. E probabilmente andre nuda, visto che comunque non saprei proprio cosa indossare per non attirare attenzione. 

Grazie Apollonia, è stato un immenso piacere parlare con te. Aspetto in gloria il mio volume di Ink is my blood.
Per seguire i suoi lavori:
Tumblr
Instagram
Ulule campaing

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