Consigli | Pescabolario

Se c’è una categoria di persone che mi intimorisce è quella dei pescatori. In senso buono, e intendo quelli che pescano per hobby, ovvio. Non per chissà quale motivo, solo che la pesca è una di quelle cose di cui non so niente. Conosco diverse persone che vanno a pesca e ogni volta che mi raccontano le loro avventure mi ritrovo a fissarli per poi annuire come una scema. Mi rovesciano addosso un quantitativo enorme di aneddoti, consigli, e io mi sento sopraffatta. Quando chiedo qualcosa, perché dico, non ho le basi, la pesca per me è come il baseball, mi appassiono al racconto, ma mi manca tutto l’armamentario per capire, quando chiedo qualcosa insomma mi ridanno duemila informazioni e siamo di nuovo da capo.
Per questo Andrea Bersani io ti ringrazio con tutto il cuore. Pescabolario (Edizioni NPE), vi assicuro, vi salva la vita nel caso abbiate conoscenze che fanno nottata fuori a pescare, ma non solo. Pescabolario è divertentissimo.

 

COVER Pescabolario low-res RGB per web

Questo volumetto è, come dice il nome stesso, un vocabolario della pesca. Dalla A alla Z Bersani vi offre tutto ciò che dovete sapere: dall’amo, che insomma, quella è la vera base, alla Fiorentina (che attenzione! È anche una canna da pesca!), al Luccio, di cui tutti abbiamo sentito parlare. Quindi è solo un manuale di pesca? Assolutamente no. Io mentre lo leggevo mi sono immaginata Andrea Bersani che, come tutti i pescatori che si rispettino, mi si mette accanto e comincia a raccontare con entusiasmo tutto ciò che c’è bisogno di sapere, e molto altro. Non solo specie di pesci o tecniche precise, ma anche luoghi, momenti, persone. Il manuale (attenzione “vero falso manuale”) prende così la forma di una raccolta di racconti, ciascuno sull’equilibrio di una narrazione perfetta.
Alla E, per esempio, si trova anche Estate.

“Potete anche avventurarvi, se in crisi d’astinenza, sul fiume di pomeriggio, magari di luglio: niente e nessuno lo vieta. Toglietevi la camicia, poca attrezzatura, calzoni corti e sandali. Così combinati vi eviterete un colpo di calore, ma in compenso, otterrete una simpatica abbronzatura double face:  bruno castoro sulle spalle bianco avorio sul davanti. Senza dimenticare l’impronta dei calzoncini sulle cosce: parrete dei veri ciclisti. E il pesce? Poco e niente catturerete con la canicola, qualcosa, manco a dirlo, verso sera. Sempre se il fisico vi assiste fino a quell’ora. Esiste però un’eccezione, agli antipodi su illustrati: il sole a picco di mezzodì, e le ombre dure e nette, che solo a quell’ora tagliano in due il liquido elemento.” 

Ci sono sensazioni e ricordi ben precisi. I classici incontri, come il vecchietto che guida una caracollante apetta (tranquillo Andrea, anche qui in Toscana siamo messi benissimo, se ti va bene arrivi con solo quaranta minuti di ritardo quando te lo trovi sull’Aurelia), o esperienze dolorose con istrici, o avventure insieme a  dei cani fuggiti al padrone che era troppo concentrato nella pesca. L’abilità narrativa di Bersani è sorprendente, sopratutto perché riesce a trasmettervi un entusiasmo che non vi sareste mai aspettati di avere nei riguardi del Cavedano. Lui dice “Grande Cavedano!”, e voi annuite, anche se fino a quel momento neanche sapevate cosa diamine fosse un Cavedano. Ma non annuite senza capire come con i vostri amici pescatori, perché il racconto qui è presto svelato. L’aneddoto è pronto e divertente, la conoscenza è servita.
Ah, poi ci sono gli amici:

“Uno.”

Questo “vero falso manuale di pesca” si completa con delle illustrazioni perfette (quale manuale può esserne privo?): surreali, sgangherate, divertenti. I pesci di Bersani sono esasperati e sorpresi quasi quanto il loro creatore.
Così narrazione e illustrazione creano questo volumetto sgargiante e piacevolissimo, assolutamente consigliato ovvio. Ora non mi resta che capire qualcosa del baseball.

| Andrea Bersani, Edizioni NPE, 152 pp.
Edizioni NPE / Amazon

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