Monthly favourites | luglio

Pochi ma buoni, anzi, buonissimi. 

Continua l’estate sci-fi/fantasy, quindi:

 
The Colour of Magic, Terry Pratchett. Primo volume della saga Discworld, perché sì, era una vergogna non averla ancora iniziata. Brillante. Mi ricorda Douglas, e questo è il complimento migliore del mondo. Oh, comunque come si fa a leggerlo con calma e criterio?

Lontano dal pianeta silenzioso, C.S. Lewis. Anche questo non è un volume unico, ma la prima parte della Space Trilogy di Lewis, in Italia pubblicata da Adelphi. E insomma, Lewis colpisce ancora, ma con più delicatezza (leggi: non è cattolicone come al solito).Se nelle Cronache l’ideologia era in certi passaggi quasi logorroica, fin troppo invasiva, in questo primo capitolo l’autore riesce a instaurare, tramite gli occhi del suo protagonista Elwin Ransom, che si trova faccia a faccia con creature completamente diverse, eticamente e moralmente opposte all’uomo, un dialogo con il suo lettore. Il risultato è una storia d’avventura, un viaggio che ci fa attraversare un pianeta, che si fa portavoce di una lunga digressione filosofica e poetica.
Il “carico” è alleggerito dall’incontro con le diverse specie presenti su Malacandra e dalla cosmologia che viene mano a mano introdotta (e che verrà sicuramente ampliata nei libri successivi).

Ebbene sì, tutto qui. Al momento sto leggendo La Cospirazione contro la razza umana di Thomas Ligotti e Amore in forma chiusa di Roberto Piumini
Per quanto riguarda Ligotti posso tranquillamente affermare che questo saggio è un vero e proprio capolavoro nichilista. Paura, dolore e sofferenza, spauracchi classici di un racconto horror vengono qui analizzati in base alla reazione dell’essere umano nei loro confronti. Perché la vita non è naturale. C’è qualcosa che non va, e questo la rende quasi soprannaturale. Ma fermiamoci qui per ora. Quello di Piumini è invece un meraviglioso canzoniere.

“In quattordici versi solamente,
poiché la tradizione così vuole,
voglio parlar di te compiutamente:
come si dice, in poche parole.

Intanto sono già ridotti a dieci:
occorrerà una sintesi più forte:
invece di “preghiere” dirò “preci”,
cesellerò immagini più corte.

Me ne restano sei, ma sufficienti:
non ne dovrebbe occorrere di più
se sono versi fervidi e stringenti.

Tre versi possono essere un bijoux,
basta vedere i componimenti
di Dante, o di Petrarca. Tu sei tu.”


Pause mastodontiche dallo sci-fi, ma prelibatissime. 

 
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