Good reasons | ‘cause dragons, I Regni del fuoco

Difficile mantenere un tono serio e composto parlando di un libro che appena mi è capitato sotto gli occhi mi ha letteralmente fregato, catturando la mia attenzione, mostrando a tutti che sì, io non sono cresciuta, neanche un po’. 
I Regni del fuoco è una saga fantasy in corso di pubblicazione per il Battello a Vapore, questo primo volume La profezia dei cinque draghi è uscito il dieci maggio, ma l’autrice Tui T. Sutherland ha già pubblicato ben nove volumi, e a breve uscirà l’ultimo della serie. Il target è dieci anni in su, ma vi assicuro che non è vero. Questa saga è una boccata di aria fresca. 
Perché? 

  • Certo, Wings of fire è una saga per ragazzi. Il regno dei draghi, Pyrha è scosso da guerre fratricide. Tre sorelle si contendono il trono, ognuna di loro alleata con un clan di draghi meravigliosi. Sì, perché ci sono diversi clan. Ci sono gli Ali di Fango, di Sabbia, Mare, Cielo, Pioggia, Ghiaccio e Notte. Ma c’è dell’altro. C’è una profezia. Dei draghi verranno a metter fine alla guerra, scegliendo la legittima sovrana.
    Un libro per ragazzi, con una trama ben definita, certo. Ma gli intrighi sono sensazionali. Dal prologo all’epilogo si è completamente immersi in un’atmosfera ad alta tensione, e non scherzo. Il ritmo della narrazione è intenso, un ritmo che funziona perché per quanto alcune dinamiche siano ovvie riesce comunque a suscitare meraviglia. 
  • E questi draghi non sono stereotipati. Prima di tutto come draghi. Perché diciamolo, i draghi fanno una gran bella figura, ma spesso sono gestiti in una maniera orripilante (sento un mormorio diffuso che suona come “Paolini”). Questi draghi fanno parte di una società con delle regole ben precise, con dei rituali nuovi. E i personaggi stessi non sono vittime di un’eccessiva semplificazione ringraziando il cielo. Il loro essere di specie diverse li rende unici, ma appare poco a poco quanto siano singolarmente uniche le loro stesse personalità. 
  • L’autrice riesce a unire meccanismi tipici di una saga fantasy (la guerra tra razze, i diversi poteri, regni ben localizzati su mappe, luoghi segreti nel cuore delle montagne) a eventi che hanno ben poco a che fare in un romanzo di questo tipo. Ci sono tradimenti crudeli, e inganni ben organizzati. C’è della suspense.
    Procedendo nella lettura si vede come vengano lentamente suggeriti nuovi risvolti, cosa dovranno a breve affrontare i personaggi. E noi vogliamo saperlo. E mi rendo conto che vorrei dirvi altro, ma rischio di fare spoiler. Ebbene sì.
  • Bonus: uno dei rari casi in cui dei cuccioli di drago sono davvero cuccioli di drago. Solo Martin era riuscito a dare un’idea abbastanza “realistica” di cosa possa davvero rappresentare un piccolo essere sputafuoco capace di crescere a dismisura diventando letale.
    Ma Martin ha comunque collocato i draghi in un mondo popolato da umani. Qui i draghi sono i padroni. E la Sutherland è riuscita a render loro giustizia. 


Insomma, io bramo il secondo volume. Già. 

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