Turn of the Brew | giovedì 12 maggio

Niente di speciale o cerebrale.
Semplicemente, partiamo da un facile assunto:

libro < libro + caffè < libro + caffè + cibo

Una categoria a parte è quella:

libro + alcool

Non sono una grande amante del vino. Molto probabilmente perché non riesco a berlo senza ritegno come invece riesco a fare con la birra. Però ecco, un aperitivo a casa con un po’ di vino, sgranocchiamenti vari e sole che ti conforta non è per niente male. Perché uscire di casa quando certe volte posso starmene in giardino con i pantaloni comodi e la maglietta di Arya Stark?
 
L’aperitivo è stato saggiamente accompagnato da una lettura bella piena e corposa: Al di là del nero di Hilary Mantel (Fazi).
Come vogliamo definirlo? Un dramma pieno di tormento ricco di humour nero? Una ghost story in un ambiente suburbano? Il manifesto di chi deve mettersi in ordine interiormente?
Forse tutto quanto, perché la storia di Alison, sensitiva non ciarlatana, che accompagnata da una donna cinica e affranta e da uno spirita guida volgare e osceno passa da una conferenza all’altra usando la telepatia e i suoi “poteri” per mettere in contatto i clienti con i cari scomparsi è una storia ricca, pienissima. Sono a metà romanzo ed è difficile cercare di leggerlo senza prendere fiato. 
Per fortuna, essendo patologicamente ingorda mi fa sempre bene rallentare il ritmo di lettura ogni tanto. 
 
Ci sono delle cose sui morti, voleva dire, che dovete sapere, che dovreste veramente sapere. Ad esempio, non cercate di reclutarli a sostegno di qualunque buona causa abbiate in mente, la pace nel mondo, quel che vi pare. L’unico risultato che otterrete è che vorranno mettervela in quel posto. Non sono affidabili, vi faranno mancare il terreno sotto i piedi: non diventano brave persone soltanto perché sono morti. La gente ha ragione ad avere paura dei fantasmi. Se vi capita qualcuno che da vivo si è comportato male – che so, una persona crudele, pericolosa -, perché credete che da morta sia migliore? Però queste cose non le diceva mai. Mai. se poteva farne a meno non pronunciava mai la parola “morte”. E anche se i clienti avevano bisogno di essere spaventati, anche se lo meritavano, quando era con loro non si sarebbe mai lasciata sfuggire un accenno o un ammiccamento sulla vera natura dello spazio al di là del nero.
Le vostre letture?
 
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