Wishlist | necessità

Ma non è mica vero. Di necessario o imprescindibile non c’è proprio niente se andiamo ad analizzare l questione in maniera oggettiva.
Ma dove finisce la razionalità di fronte alle offerte Ibs? Alla Smart Card di NN Editore? Ai carrelli pieni su Amazon? Dove? Dove?

Gli anni della leggerezza, Elizabeth Jane Howard (Fazi). Dopo aver letto tempo fa l’articolo su La Lettura mi sono convinta che devo leggere la saga dei Cazalet perché deve essere uno di quei romanzoni famigliari dove puntualmente perdo la testa. È uscito da poco il secondo volume, Il tempo dell’attesa

Fragole e sangue, James Simon Kunen (BigSur). Ambientato durante l’occupazione della Columbia nel 1968 è per l’appunto il Diario di uno studente rivoluzionario. Abbiamo detto che di titoli imprescindibili non ce ne sono, ma io credo fermamente che questo sia da recuperare.
“Non mi piacciono il Texas, quelli che vanno allo zoo per fare gli alternativi, le nevicatine che si riducono subito in poltiglia, le giornate corte d’inverno, il termine «consumatori», i martelli pneumatici proprio sotto la finestra e i soldatini. E il razzismo, la povertà e la guerra. Contro questi ultimi tre sto cercando di fare qualcosa.”

L’interpretazione dei sogni di Fred Astaire, Angelo Zabaglio aka Andrea Coffami (Gorilla Sapiens). Ormai i racconti sono un nuovo tipo di droga, è risaputo. In questo caso si tratta di episodi brevi e surreali, con parecchi riferimenti pop. E poi dai, la copertina (di Federica Ubaldo) è fantastica. 

Elementare, cowboy, Steve Hockensmith (CasaSirio). CasaSirio aveva messo in gioco due copie prima di annunciare questo nuovo titolo, fornendo indizi e tracce da seguire. Elementare, cowboy lo trovate comunque dal 12 maggio in libreria, divertente e sicuramente capace di tenervi incollati alle pagine, essendo un mix letale tra la storia di frontiera e l’indagine alla Sherlock Holmes.

The art of languange invention, David J. Peterson (Penguin). David Peterson è il creatore del Dothraki e del Valiryano per GoT, in questo volume mostra come si costruisce una lingua, contribuendo a dare vita a un universo.

Trilobiti, Breece D’J Pancakes (Minimum Fax). Io a dire la verità questo volume l’ho in wishlist quando ancora era reperibile nell’edizione Isbn. Ora che ho scoperto che verrà resuscitato questo mese da Minimum figuriamoci, so che deve essere mio. Ammetto che solo adesso ho controllato la trama (io l’avrei preso solo per il titolo sinceramente). Si tratta di dodici racconti (ve l’ho detto che sono una droga no?) evocativi ed espressivi, i cui personaggi sono intrappolati nel tempo eternamente, come trilobiti. 

Storie di un’attesa, Sergio Algozzino (Tunué). Di Algozzino ho letto con piacere Memoriea8bit, che mi ha parecchio divertita e fatta struggere di sana nostalgia. 
Questa volta però l’autore si cimenta con qualcosa di ben più complesso, disponendo la narrazione su tre piani temporali: un principe palermitano che nell’Ottocento prepara il suo viaggio verso la Terrasanta, una partita a scacchi nel secolo scorso, un appuntamento negli anni Novanta. Tre storie legate dallo scorrere del tempo, dalle infinite possibilità nell’attesa. 

Revolushow, Falbo e Caligaris (Eris Edizioni). Se volete leggere qualcosa di disarmante affidatevi a Eris Edizioni. Qualsiasi cosa pubblichi questa casa editrice provoca violenti spasmi causati dalla bellezza delle sue opere (vi ricordo che nel loro catalogo è presente anche Cornellà).
Per la collana Kina è uscito Revolushow (di cui era uscita un anteprima a Lucca). Si tratta di una lunga diretta televisiva, grottesca, dissoluta e dissacrante. Vi posto volentieri qualche immagine, così capite che ho ragione, dobbiamo leggerlo.


 
 

Mary Wept over the feet of Jesus, Chester Brown (Drawn and Quarterly). Una nuovissima e controversa graphic novel che contiene nove racconti biblici sulla prostituzione. E io dovrei non comprarlo?

Tra le altre cose, usate pure questa wishlist per appuntarvi qualche titolo da prendere al Salone. Sia il libro di Gorilla Sapiens che quello edito da CasaSirio saranno presentati durante la fiera (trovate qui e qui le rispettive info).
Io quest’anno non riesco proprio a venire. Quindi niente, comprate tante cose anche da parte mia senza assolutamente farvi venire dei sensi di colpa. 
Magari quando tornate a casa carichi di libri sì, dai. 








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