Haul | shameless

C’è qualcosa di magico ed appagante nel pubblicare uno wishlist e poco tempo dopo ritrovarsi a postare anche un haul. 
Potrei dirvi che sì, ora ne ho abbastanza di letture ad attendermi (ne avevo già parecchie), che prometto solennemente di non comprare altro fino a giugno (suona più correttamente “di non avere buone intenzioni”), che adesso non cadrò in tentazione e sorvolerò placida ogni libro che urla il mio nome con pon pon da cheerleader. 
Ma non farò niente di tutto ciò. 
Però questo è un bel malloppo.

Prima di tutto i libri che sono scivolati nelle mie mani durante giretti vari in libreria. 
Purity, comprato appena uscito e già divorato (ma non ancora processato, ve l’ho detto). 
Anche noi l’America di Christina Henrìquez (The Book of Unknown Americans è il titolo originale), che era anche nella wishlist (che coerenza!). Ormai NN Editore è sinonimo di buone letture, è risaputo (Khaleesi). Due punti di vista ci permetteranno di osservare il grande sogno americano. Una ragazzina che con i suoi genitori si è trasferita dal Messico, e il suo nuovo vicino di casa, arrivato invece quindici anni prima da Panama. 
Poi finalmente è giunto sano e salvo a destinazione Sottrazione di Carlo Sperduti (Gorilla Sapiens vi adoro alla follia). È già in lettura. Per adesso posso dirvi solo una cosa: geniale. Uno di quei libriccini che vorresti portarti dietro sempre, perché ce n’è sempre bisogno. Si tratta di 34 racconti disposti in ordine decrescente di lunghezza, un dedalo costruito su giochi di parole e realtà menzognere. 
Infine, non contenta, per Pasquetta ho fatto un giro in libreria. Troppo cibo porta a decisioni impulsive, ed avendo io una leggera Sindrome di Colla sulle mani in libreria, mi sono portata a casa il primo volume della collana Indi-Pulitzer di Minimum Fax, edita da Simone Barillari. Si tratta di quattro volumi contenenti le più note inchieste del giornalismo americano. In questo caso Sette pezzi d’America ne raccoglie alcune dedicate ad argomenti mastodontici: multinazionali, esercito, il governo. C’è anche il pezzo di Michael Rezendes per il Boston Globe sui preti pedofili (Il Caso Spotlight insomma).

Poi c’è stato il mio compleanno, giornata di grande rilevanza storica, nonché momento cardine nella storia della Terra di Mezzo (il 25 marzo crollano i Cancelli del Morannon e viene distrutto definitivamente Sauron). Una coincidenza? Io non credo.
Dunque, il mio libraio mi ha regalato Il Piccolo Regno di Wu Ming 4. Ci siamo messi subito a riconoscere i riferimenti ad alcuni romanzi per bambini contenuti nei ringraziamenti, ma che ve lo dico a fare, questo romanzo è un gioiellino. Un’epoca dorata, una banda di ragazzini, un fantasma, un segreto. E una premessa per “La Gente Alta”.
All’inizio c’è pure una mappa (realizzata da Brochendors Brothers), garanzia di un’avventura spettacolare. 
Altro regalo di cui son parecchio soddisfatta è Fiori per Algernon di Daniel Keyes (Tea). Soddisfatta sopratutto perché non lo conoscevo affatto, e sono sempre contenta quando mi capita qualcosa di sconosciuto tra le mani. È un romanzo fantascientifico. A un topo, Algernon appunto, viene triplicata l’intelligenza, esperimento che poi verrà tenuto anche su una cavia umana, Charlie. 

Visto che conosco gente fissata quanto me mi hanno regalato anche i Commentari storici di Vincenzo Santini sulla Versilia Centrale. Robina leggera insomma.

Finalmente è mio il tanto agognato Al di là del nero di Hilary Mantel (Fazi). Non ho ancora avuto il piacere di conoscere la Mantel ma sono più che contenta di iniziare da questo romanzo.
Altro regalo ben accetto è la raccolta New York Stories curata da Paolo Cognetti (di cui tuttavia non sono per niente una grande fan, ecco boom! opinione impopolare). Vorrei già buttarmici sopra sinceramente, sono parecchio curiosa. 


E infine, me lo son tenuta per ultimo, la meraviglia. Più bello di una fetta di pizza, più mastodontico della Death Star. Il boxset dei Penguin Little Black Classics, che mi ha regalato il mio ragazzo (si sa, cofanetto sinonimo di amore vero). Sono tutti e 80 i pinguini (80, sì, ripetete con me questo numero).
E niente, devo sprecarmi in descrizioni? 

Fine dell’haul. Navigo in un mare di libri, e sono ben lieta di affogare.

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