Consigli | Rosemary’s Baby

Consigli spassionati.


Quale libro leggere (e narrare per filo e per segno al proprio ragazzo) per San Valentino se non Rosemary’s Baby di Ira Levin? La nuova edizione BigSur mi ha chiamato durante uno di quei famosi giretti in libreria nei momenti in cui penso di meritarmi un libro nuovo.
E insomma, questo romanzo mi è piaciuto parecchio.

 

Dunque, la storia di Rosemary credo che la conosciamo più o meno tutti no? Il film di Polanski è più noto del romanzo presumo. Questa dark comedy è in realtà molto di più che una storia grottesca e piuttosto raccapricciante. Ira Levin riesce a creare un senso di oppressione assoluto, instaurando un meccanismo che non fa altro che generare sempre più suspense.
Sin dal primo momento in cui conosciamo Rosemary e Guy capiamo che tutto andrà, giustamente, storto. Parecchio male. Del resto la casa nuova è un buon punto d’inizio per qualsiasi horror. Ma insieme a quest’ansia palese c’è altro. Mentre parlano giusto del nuovo appartamento in cui trasferirsi Guy, un attore in cerca di fama, si guarda allo specchio e si trova un foruncolo. Intanto Rosemary è lì e freme per andare a visitare questo magnifico appartamento nel Bramford, forse un po’ più piccolo di quelli che hanno già visitato, ma di sicuro se ne può ricavare una stanza per il bambino. Un bambino che deve ancora arrivare ma che lei vuole moltissimo, insieme a quella bella casa, con una bella carta da parati e un camino vero. Intanto Guy non pensa ad altro se non al foruncolo e alle audizioni. Insomma, il meccanismo è ovvio, si muove lì davanti a noi, mentre intatto viene buttata in mezzo altra suspense. Il terrore è lento, i dettagli sono indiretti.
Gli aspetti disturbanti si uniscono. Rosemary che non capisce, non capisce davvero, che pensa alle poltrone e Guy che vuole la parte, mentre intanto tutto ciò che può essere strano e sbagliato lo diventa in una maniera ancora più surreale e malsana. Qualcosa che si gonfia, che diventa sempre più malvagio e ghigna divertito alle loro spalle.

Il finale di Rosemary’s Baby è sbagliato? Per qualche momento l’ho pensato. E poi, dopo averci rimuginato parecchio ed essermene lamentata ad alta voce ho capito che no, in realtà è perfetto. Una storia simile come altro poteva finire? In parte c’è una lezione, quasi una morale, grottesca ovviamente, e se la troverete come ho fatto io vi renderete conto che Ira Levin ve l’ha fatta.

| Ira Levin (traduzione di Attilio Veraldi), Sur, 253 pp.
Sur/Amazon

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