Get this now | Carnacki

Dunwich ha pubblicato recentemente il terzo volume delle avventure di Carnacki, un bel volumetto con tre racconti con appunto protagonista il personaggio creato da William Hodgson.
Carnacki è un cacciatore di fantasmi, esperto del soprannaturale e detective dell’ignoto, scienziato che cerca di comprendere le meraviglie celate nel mondo delle Mostruosità Esterne. Si trova a metà tra l’impertinenza di Sherlock Holmes e il modo di fare avventuriero di Dylan Dog per capirci. 

Questi racconti sono veloci e intriganti, ottimi per passare ottime ore colme di un terrore e adrenalina, la curiosità che va crescendo. 
Non c’è mai un calo d’attenzione, sopratutto per due motivi immagino. Ogni racconto inizia con Carnacki che, dopo aver acceso la pipa ed essersi messo comodo, si appresta a raccontare ai pochi amici prescelti per le sue serate l’ultima avventura. Il racconto procede poi in modo lineare, preciso. Viene proposto un mistero e lui, ovviamente accetta. Nella maggior parte dei casi imbraccia l’attrezzatura e si mette al lavoro. E questo è un altro elemento che offre una lettura avvincente e che provoca sempre più curiosità. Hodgson non si trattiene certo sui dettagli tecnici. Utilizzo dei colori, vibrazioni, apparecchiature vittoriane, fotografie e pentacoli elettrici. Il detective non è presuntuoso, spesso viene sopraffatto lui stesso dal terrore, ma affronta il caso con un vero e proprio metodo. Seguire le sue ipotesi, i suoi tentativi, non è per niente male. Sopratutto quando ci si mette di mezzo un vero e proprio essere maligno, e a quel punto i marchingegni del detective si trovano ad affrontare mostri folkloristici se non peggio. Questa storta di monsters of the week sono sicuramente protagonisti dei racconti migliori. 

In questo caso il primo racconto è decisamente il più bello del resto. Il maiale. Un uomo ha il sonno disturbato e ammette di sentire dei rumori. Dei grugniti. 
L’idea di una creatura simile, un semplice maiale ma terrificante e diabolico, proveniente da chissà quale dimensione incoerente, capace di affollare i sogni e le allucinazioni di qualcuno è un elemento disturbante tipico, come possono esserlo i rumori dentro ai muri o l’odore di putrefazione nelle soffitte. Qui la creatura che si trova ad affrontare Carnacki è davvero qualcosa di spaventoso. 

Gli altri due racconti, Lo Jarvee stregato e La scoperta, sono più leggeri. Più spirito d’avventura e meno follie allucinatorie. Ma non per questo da meno. Il secondo racconto ha come protagonista lo Jarvee, una nave infestata, il terzo invece (che per quanto il mio preferito sia chiaramente il primo, così disturbante, ho adorato tantissimo) è più un vero e proprio caso da risolvere, qualche indizio, un problema di contraffazione e basta. Nessun elemento soprannaturale, ma di nuovo, un metodo preciso e una risposta lampante.

I racconti di Hodgson non sono certo raccapriccianti o così disturbanti quanto possono esserlo quelli di Lovecraft o Chambers, ma sono essenziali. C’è tutto quello che volete in un buon racconto fantastico. Una ricerca, una missione, un orrore da affrontare. Il misticismo è sostituito dal terrore di non uscirne vivi e basta, da una soluzione che molto probabilmente è davanti ai nostri occhi, ma non si riesce a trovare. 
Consigliatissimo.  

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