Good reasons | Italian way of cooking (bocconi prelibatissimi)

Ogni tanto bisogna pur allentare un po’ la presa. E io mi sono presa una giornata (un giovedì, cosa che è abbastanza esplicativa di suo) per rilassarmi e divertirmi un pochino. Alla fine Italian Way of Cooking, Marco Cardone edito da Acheron Books (che vi invito a spulciare, fantasy e sci-fi tutto italiano) me lo sono divorata in un giorno. Dalla mattina di un terribile giovedì alla sera dopo cena. Qui di seguito le buone ragioni per prendervi una pausa anche voi. Lo so, sono finite le vacanze, quale pausa? Ma la pausa dalle vacanze chiaro, non mi dite che volete altra gente intorno spero.

  • È divertente, chiaro. Un romanzo che parla di come un cuoco il cui ristorante va piuttosto male si ritrovi a cucinare creature soprannaturali può essere due cose: pretenzioso o divertente. Matteo per fortuna sceglie la via giusta (non fate caso alle parole che uso, sono ancora abbastanza traviata da SW). Dopo solo qualche riga verrete travolti dal sano e ottimo vernacolo toscano (sono di parte, lo so). Sarete sommersi voi e le vostre mamme. Non ci si può fare niente, ogni uscita di Nero, ogni suo pensiero sgangherato vi farà sogghignare. Ma non è tutto. La dinamica degli eventi è costruita in maniera essenziale, ma non ovvia. Di conseguenza le azioni sono degne di una serie tv divertente e capace di creare dipendenza. Sappiamo cosa sta per succedere e non vediamo l’ora che ci venga mostrato.
  • I mostri che Nero cucina sono italiani. Prodotti D.O.P. In pratica assisterete alla ricerca di creature appartenenti a un folklore del tutto nostrano più o meno letali. Questa scelta è molto probabilmente la carta vincente. Un romanzo che parla di mostri cucinati da un protagonista spiantato e divertente è buono, ma se i mostri sono insoliti, poco noti e legati a un territorio ben preciso, il romanzo diventa un magnete, la curiosità è giustificata. 
  • Continuo a ripetervi quanto sia divertente, la verità è che c’è anche una buona dose di azione. Nero possiede anche un’arma degna del suo nome, mozzateste. Chiaro, stiamo andando a caccia di mostri. L’unica pecca è questa forse, io di azione ne avrei voluta anche di più. 
  • È scritto bene. Me ne sono accorta dopo le prime venti pagine divorate. Intrattenimento allo stato puro in una confezione perfetta.

Leggetelo, prendetevi una pausa. E poi le cose sono serie ragazzi, con il ricettario imparerete a cucinare il Kappa. Viene buono, davvero. 

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