Talking about | 2015!

Ebbene, siamo giunti alla classifica delle letture del 2015. Come ogni anno, non si tratta di una classifica vera e propria, scelgo semplicemente cinque dei libri migliori e cinque dei peggiori. I criteri sono i soliti, gli ho adorati, mi si sono conficcati in testa, sono delle schifezze immonde o mi hanno semplicemente delusa. Nel 2015 ho letto 80 romanzi, 38 i cartacei. 

Non è stato un anno illuminante come quello passato, ma mi reputo soddisfatta. Per quanto riguarda il 2015 in generale invece, ecco, non sono qui a tirare le somme perché non mi piace farlo sotto questo punto di vista. In generale posso dire che ho scoperto nuove cose, ho fatto dei bellissimi viaggi ma ho anche imparato che sono un genio nell’autosabotarmi. In ogni caso, noi vi mandiamo tanti miagolii.

Il cimitero senza lapidi e altre storie nere, Neil Gaiman
Quando ero piccola mia nonna mi raccontava la storia del Gatto Mammone, storia che, neanche a dirlo visto il titolo è una delle cose più belle del mondo. Insieme alle cose belle vere, tipo la pizza. Io ancora oggi la racconto ‘sta storia, perché mi ha lasciato una sensazione strana. Ah, spoiler alert, questa recensione è assai di pancia. Di fatto, anche Neil nell’introduzione di questo libro (titolo originale “M for Magic” e non dico altro) dice che “I racconti che leggi quando hai l’età giusta non ti abbandonano mai davvero. Magari ti dimentichi chi li ha scritti o come si intitolava la storia. A volte ne dimentichi la trama, ma se un racconto arriva a toccarti ti resterà accanto, infestando quei luoghi della mente che visiti molto di rado.” Ed è verissimo. Ci sono storie che tolgono polvere da angoli della nostra mente davvero insoliti, risvegliano una sensazione che è percepibile solamente di notte, ma solo ogni tanto.
Questa raccolta è spiazzante. Vi giuro, ero senza parole. Due racconti in particolare, mi hanno completamente stesa, “Ottobre sulla sedia” (che è sicuramente una delle cose più belle e fredde mai scritte) e “Il prezzo”.
Se siete persone vere non potete non perdervi. Grazie Neil.
 

Ogni cosa è illuminata, Jonathan Safran Foer
Qui mi sfugge qualcosa, come può non essere piaciuto? Ok, all’inizio ho avuto un attimo di panico, ma è passato subito. Se proprio volete esser sicuri di sentire qualcosa sulla pelle questa è l’occasione buona per farlo. La storia dell’Eroe (ovvero l’autore stesso) alla ricerca della donna che salvò suo nonno, si lega con ironia e strazio alla storia del passato, in una specie di genesi dove appare il suo bis-bis-bis-bisnonno. Il collante sono cose fragilissime, scatole piene di cose,vecchi pieni di rimpianti. Vi distrugge un po’, ma è necessario.

Annientamento, Jeff Vandermeer
Possiamo affrontare il senso del meraviglioso, maestoso e allo stesso tempo raccapricciante. Ma possiamo anche affrontare una vera e propria metamorfosi. Cosa succede quando ogni conoscenza umana, quando ogni capacità, quando gli stessi cinque sensi sono solamente tentativi fallaci nel comprendere qualcosa di assurdo, misterioso e a tratti spaventoso? Quando il fascino diventa più forte della paura.

Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas
Ci sono quelle immagini o frasi stucchevoli dove la gente poi ti dice “I brividi”.
No ragazzi, questi sono brividi veri. Perché di storie così belle ce ne sono poche, ma come quella di Edmond Dantès, forse c’è proprio solo la sua.

La schiuma dei giorni, Boris Vian
L’amore totale. Creare vuol dire distruggere. Amare e vivere con un’ingordigia meravigliosa.

Tampa, Alissa Nutting
Che vi devo dire gente, è assurdo. Cioè è un polpettone di cose alquanto inverosimili ecco cosa. La ninfomane sociopatica ci sta tutta, ma tutta eh. Ma perché scriver minchiate. Cioè non è sociopatica, è cretina. Ho comunque letto di peggio.

Shiver, Maggie Stiefvater
Avere idee buone e svilupparle male, parte prima. Ho trovato la trama poco coerente, un affastellamento di idee che non mi è piaciuto affatto. Bastava svilupparne una, quella buona ovvero l’ossessione di Grace, per rendere tutto migliore. Ma invece no. Mettiamo in mezzo il nuovo licantropo che non si controlla, un’amica scema, una nemica che diventa amica… Ma anche no.

Non scrivere di me, Livia Manera Sambuy
Tutto fumo. A tratti quasi impertinente.

Il libro delle cose nuove e strane, Michel Faber
Per quanto ci sia una sorta di recupero dopo la metà del romanzo per me stavolta è un grosso ed enorme: MEH.
Perché a me Il petalo cremisi era piaciuto davvero parecchio. Una storia bella raccontata divinamente. Ma questo proprio no. Noioso, petulante, quasi fastidioso all’inizio. 
Poi sì, effettivamente recupera. Perché il viaggio di un evangelizzatore su un pianeta lontano e sua moglie che lo attende a casa sono solo la scusa per mettere in scena l’impotenza.
Quello che non possono fare, quello che non riescono a dire, quanto non possono comprendersi.
E l’intimità che viene rappresentata è davvero bella, in una maniera dolorosa e comprensibile. Però. No. 
Non posso dire di averlo apprezzato del tutto. Troppo prolisso, quasi limitato. Faber continua ad essere una narratore impeccabile, ma qui sembra quasi uno sforzo enorme portare avanti la storia.

The Riding School, C.P. Mandara
Da amante dei porno fatti bene e di tutto ciò che concerne cose un po’ più “elevate” come la fotografia erotica, le performance o quel che volete: QUESTA È MERDA. 
Semplicemente orripilante.


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