Talking about | accumulare parte I.

Ci si avvicina a Mal di pietre perfettamente coscienti di trovare una qualche storia d’amore ma non si è per niente pronti alla portata e al magnetismo che questo libriccino può donare in pochissime ore di lettura. La storia semplice di una donna che se ne va alle terme per curare i calcoli renali (le pietre) e lì incontra un uomo a cui da in pasto il suo cuore con tutto quell’amore che non riesce mai a provare davvero.

Parla d’amore così come parla di giornate mai troppo differenti, costellazioni famigliari presentate senza troppo clamore, di realtà dove tutti si conoscono, dove l’affetto è spesso intangibile, di un futuro dove si raccontano aneddoti. 
Quando si è diversi, quando si è troppo. Troppo silenziosi, troppo passionali, troppo e basta. E si diventa pazzi agli occhi degli altri. Quel che ci vuole, quel che serve per guarire davvero, è una licenza per vivere i propri desideri, una licenza che chiaramente non esiste, ma che si ottiene comunque riuscendo a fregarsene un po’.

Il Reduce sarà la cura al mal di pietre, alla vergogna che non si è mai voluta provare, a quel blocco che rendeva una donna esasperata, priva di amore. E dicendo tutto quello che si vuol dire, comprese le bugie, le sciocchezze, le paure di una vita si torna a casa un po’ ammaccati, ma miracolati. 

“Le disse anche, sempre all’orecchio, che alcuni studiosi sostengono che Paolo e Francesca siano morti ammazzati appena scoperti, mentre altri dantisti pensano che abbiano preso piacere l’uno dall’altra per un po’ di tempo, prima di morire. E più non vi leggemmo avanti si deve interpretare. Disse anche che se nonna non aveva tanta paura dell’Inferno anche loro due avrebbero potuto amarsi in quello stesso modo. E nonna dell?inferno non aveva nessuna paura, figuriamoci.”

Vi dico che ci sono: segni sulla che mostrano chi siamo davvero, musicisti, sesso buonissimo, storie consegnate senza timore, frammenti di un amore che sembra quasi troppo, troppo, ma alla fine è di quello che ti riempie la bocca. 

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