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Ci dicono Raimo e Gazoia che ispirandosi al New Yorker e a Granta hanno deciso di pubblicare a cadenza decennale una raccolta di racconti. Per questo hanno scelto undici scrittori under 40 (che mai avevano pubblicato con Minimum) e da lì è uscito L’eta della febbre. 
Io subito dopo la presentazione del libro al Salone sono corsa allo stand Minimum a prendere una copia. E ho fatto bene.

Undici racconti che sono una ventata di aria fresca, una terapia miracolosa per affrontare una giornata qualsiasi. C’è un incedere, il passo spedito, ma spesso anche un po’ barcollante in questi racconti, un continuo avanzare verso qualcosa che si conosce ma non abbastanza.
Ho detto terapia non a caso. Ogni narrazione sceglie un presente e lo affronta, scava e cerca ragioni del suo essere in tutti gli angoli. Per questo è terapeutico,almeno secondo me, che mi sono fatta una bella dose di Latronico Bellocchio e Santoni senza alcun rimorso. Latronico e Bellocchio contro l’ansia:

“Tutto vero; eppure, si diceva seguendo Uwe a passo spedito in salita, quel processo sommario l’avrebbe dovuto affrontare comunque e il down non sarebbe riuscito a renderlo poi tanto peggiore di come sarebbe stato in ogni caso. D’altro canto, proprio nel momento in cui la sua vita stava per cambiare così drasticamente – ma chi prendeva in giro, era già cambiata per sempre – poteva forse concedersi quell’ultima parentesi quel viaggio-lampo nel tempo.”

“Nicola si alzava la maglia, si scopriva la pancia fino alle costole, si teneva sollevata la maglia con la mano sinistra e con l’altra scriveva:

c’è una crepa
una crepa in tutte le cose
è da lì che può entrare la luce”.


Santoni contro le paranoie.

“Chi ha scritto che la più pura rappresentazione dell’amore di coppia oggi è il tragitto verso casa con le borsa della spesa piene? A patto che ci siano anche quelle viola del Systembolaget”.

Per dirvi solo i tre che mi sono già riletta. 
Perché è un presente vero. Non una di quelle realtà artefatte, scenografie che mostrano un sacco ma non dicono niente alla fine. Ci sono Erasmus, misticismi, parole scritte sulla pelle, futuri incertissimi. 
E poi ragazzi quando in una raccolta di racconti vi ritrovate una piccolissima graphic novel. Dai, che ve lo dico a fare.

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