Good reasons | orologi.

È forse possibile unire un sacco di cose terrificanti, ambigue, capaci di suscitare un “sense of wonder” che sfocia poi nel più completo raccapriccio? Ma, sopratutto, è possibile unirle e non creare una bruttissima opera che sfamerà solo la vostra voglia di leggere del pattume privo di riflessioni? 
Sì. Basta che vi procuriate “Le macchine infernali” del buon vecchio Kevin Wayne Jeter (uscito negli Urania) e sprofondiate in un labirinto di stradine londinesi per farvi accapponare la pelle. 

  • Jeter è l’inventore del termine steampunk. Ora, il mio fedelissimo compagno ne ha parlato anche qui,facendo il punto su quanto tra l’altro la gente si approfitti del termine e permetta alla propria persona di sfoggiare abiti che con lo steampunk hanno ben poco a che fare. Il punto è che in ogni caso in questo romanzo travalichiamo un bel po’ il classico steampunk, per avere effettivamente un tripudio di stranezze e ucronie spaventose. Lo steampunk è la mera facciata, una scusa per mettere in scena stranezze e temi ben più spaventosi, dove il tic tac di un congegno a molla contorna il tutto. Quando il povero Signor Dower, orfano di un padre famoso per i suoi automi canterini, viene contattato in merito a un strano marchingegno, piomberà nelle assurdità più tremende.
  • Per l’appunto abbiamo un bel miscuglio di cose fatte bene. E sottolineo fatte bene. Come ho già detto poteva venirne fuori un’opera molto sciatta, oppure un bel polpettone indigesto. E invece abbiamo dell’ottimo scifi, dell’horror e pure del fantasy. Non scherzo. Sopratutto riguardo all’horror. Del resto sono venuta a sapere che Jeter ha iniziato proprio spaventando a dovere la gente, e devo ammettere che c’è riuscito benissimo anche qui. L’aria che si respira è malsana, degli “Automi Clericali” ci fissano con sospetto, si finisce in mezzo a stradine sconosciute, dove nessuno vorrebbe mai finire. 
  • Le macchine infernali di cui si parla nel titolo vi stupiranno. Non lasciatevi trarre in inganno da un’etichetta che vi parla di fantascienza. Qui abbiamo la mente umana applicata all’orrore vero. Dovrete voi stessi scoprire cosa siano realmente queste macchine infernali, qual è il loro vero scopo. Oppure, se la macchina infernale c’è davvero, e l’orrore si nasconde sotto ben altri nomi.
  • I personaggi che vi accompagnano in questo tour dell’assurdo sono più definibili con il termine creature. E scoprirete voi stessi perché. Tralasciando il fatto che la caratterizzazione non scade nell’ovvietà e che ogni personaggio sulla strada sarà di una qualche utilità e sopratutto sarà reale, la fauna che vi verrà incontro sarà molto, credetemi, molto variegata.
  • Come non parlare poi dei pazzi ululanti bestemmie che vi stordiranno con enigmi di cui non ci saranno risposte, di subdoli doppelgänger e cani che sanno più del dovuto? Sto palesemente cercando di incuriosirvi eh.
  • E infine, quello che davvero ha preso il mio scetticismo riguardo a quello che credevo fosse un tenero romanzo per passare il tempo in aereo. Amanti di Lovecraft venite avanti. Mollate Bloodborne e immergetevi in quello che vi lascerà quella tipica traccia di inquietudine, grazie alla quale vi sentirete maledettamente osservati dal cielo.

Insomma vi ho convinti? Non volete lasciarvi trascinare un pochino nel famigerato distretto di Wetwick e sentire un ticchettio sospetto?

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