Talking about | metamorfosi parte I.

Ne avete sentito parlare fin troppo? Bene! Perché se vi hanno già assillato con “Annientamento” hanno fatto solo il loro dovere, e io sono qui giusto per rincarare la dose. 
La Southern Reach Trilogy, ormai conclusa da Jeff Vandermeer lo scorso anno ha messo radici (mai termine potrebbe essere più adatto) anche da noi, ed entro settembre potremmo ammorbare la nostra mente con le meraviglie e i segreti raccapriccianti nascosti nell’Area X.


Perché in pratica abbiamo queste donne, quattro, di cui conosciamo solo le mansioni all’interno della missione (la biologa, la psicologa, l’antropologa e la topografa) che vengono spedite da un’agenzia governativa segreta (la Southern Reach appunto) a indagare sulle realtà in continua evoluzione nell’Area X, un’area dove solo un elemento riesce a regnare veramente: la natura. 
Il risultato è un romanzo che vi farà mancare il fiato, leggerlo senza nessuna interruzione sarebbe letale e basta. Quello che Vandermeer ha chiamato infatti genere “New Weird” è un senso del meraviglioso maestoso e orrorifico, un salto dentro le menti più squilibrate ma tenaci. 
Ma in Annientamento ci viene offerto molto di più. Abbiamo la possibilità di subire una metamorfosi. Attraverso gli occhi della biologa proveremo cosa davvero significhi essere un essere umano, e al contempo, cosa possa essere o diventare tutto il resto, compresi noi stessi. In un ambiente completamente anarchico la comprensione umana, le sue conoscenze, le sue regole, sono solamente tentativi fallaci rivolti verso qualcosa che è semplicemente oltre qualsiasi capacità che potremmo mai avere. E non solo l’ambiente è completamente assurdo, pieno di inesattezze e misteri, ma nasconde apparentemente orrori striscianti che riusciranno sicuramente a posare su di voi i loro molteplici occhi. 
Cosa può fare l’essere umano di fronte a tutto questo? Affidarsi ai propri sensi? Ma cosa succede quando i nostri sensi non sono più sufficienti? Quando tutto è troppo luminoso, diverso, ibrido? Quale vantaggio può avere avere una persona nei confronti di una contaminazione perfettamente sensata ma allo stesso tempo completamente sconosciuta? 
“Non c’è guadagno nel rischio”? La biologa, con il suo microscopio, il suo passato, proverà ad afferrare e a toccare con mano quel presente in continua evoluzione, a segnare punti sulla sua mappa. Ma cosa accade quando poi anche le certezze vacillano?
Perché “In fondo cos’era una mappa, se non un modo per mettere in luce alcune cose e renderne visibili altre?”

Vandermeer riuscirà a farvi abbracciare un intero mondo con lo sguardo facendo un uso sapientemente meschino delle parole. Riuscirà a  farvi sentire il rumore del vento in un canneto ma anche a farvi vedere le più minuscole creature mai viste, le loro piccole zampe le sentirete sulla pelle. 

Vi dico solo che a metà lettura ho guardato i mio ragazzo dicendo “Mi sento gli occhi pieni di roba verde”.

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