Best graphic novel of 2014!

Altro titolo presuntuoso altra corsa! Mi sentivo maledettamente in colpa a non fare una piccolissima classifica sulle migliori graphic novel lette nel 2014. Questo perché ne ho lette parecchie rispetto agli scorsi anni e ormai so destreggiarmi abbastanza bene. Il mio ragazzo mi ha istruita bene.
E comunque ho letto cose davvero meritevoli e quindi, perché non farlo?


Il Nao di Brown, Glyn Dillion. Questo fumetto ha qualcosa di insuperabile. Ovvero, se lo leggete, e potete capire la protagonista ne sarete travolti e al tempo stesso coccolati. Il Nao di Brown è la storia di una ragazza affetta da una sindrome ossessiva che le impedisce di vivere la sua vita. Anzi, mi correggo. Lei è capace di vivere la sua vita, ma in cambio accumula sensi di colpa e enormi macigni fatti di vergogna e ansie. Ci viene offerto un frutto di coscienza sospeso tra una realtà apparentemente inaffrontabile e le visioni di Nao. L’acquarello stesso gioca su contrasti e rende questa lettura una delle migliori cure possibili per chi può sentirsi vicina alla protagonista.

Dimentica il mio nome, Zerocalcare. Non c’è bisogno di introduzione e forse nemmeno di spiegazione alcuna. Se non sapete di cosa parlo non so su quale pianeta vivete. Non inserire questo fumetto avrebbe reso la classifica meno mainstream, ma sarebbe stata una bugia enorme. Con quest’opera Zerocalcare vince su ogni livello, su qualsiasi cosa. E lui ha paura di scrivere pipponi emo. “Con la vita diventiamo poligoni”.


Hilda e il troll, Luke Pearson. Ma ecco il vero vincitore. Questa cosa piccola e dolce mi ha veramente riscaldato un po’. Le creature, le riflessioni, il mondo di Hilda. Tutto è piacevole, ma allo stesso tempo, mai scontato. 


Saga (volume I), Brian K. Vaughan, Fiona Staples. Dovete. Dovete e basta. Vaughan dice che si è ispirato a Star Wars e io dico GRAZIE! Questo fumetto (di cui per ora ho letto solo il primo volume ma esigo avidamente il seguito) è quello che vi serve se pensate che le storie un po’ sci fi siano tutte uguali. Magari lo sono. Ma scommetto che non ne avete mai letta una così. E poi ho visto entrambi al comics. Sono adorabili.

LMVDM, Gipi. Letto in una caldissima giornata estiva questo fumetto mi ha turbato moltissimo. Prima opera di Gipi a cui mi approccio, da molti considerata la “più diversa” appunto. Come il titolo stesso dice è una vita disegnata male, un manifesto di emozioni realissimo ma che in realtà è quasi una riflessione bella e crudele.

In realtà avrei potuto citare altre opere, ma queste sono quelle che più mi hanno colpita e che sinceramente spero anche voi recuperiate.


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