Get this now | Nevermind, la tenerezza insomma

Boddah ci narra questa storia. Per chi non lo sapesse, Boddah è stato (o è?) l’amico immaginario di Kurt Cobain. Tuono Pettinato (Andrea Poggiaro, bravissimo e basta) con Nevermind decide di porsi su questo piano dell’esistenza di Kurt, il Kurt sognatore.


A vent’anni dalla morte dell’artista ci viene quindi offerta una storia bellissima e sopratutto fuori da un coro di voci piene di supponenza e infima curiosità. La morte di Cobain, così come molte altre, la sua vicenda, è stata dissezionata e data in pasto alle opinioni. Inutile sarebbe una storia dove Kurt, all’apice della grandezza affonda nella disperazione. E di fatto non è questo il caso.
Leggendo Nevermind vi troverete di fronte a qualcosa di tremendamente sincero, vi sentirete in dovere di camminare leggeri, senza far rumore. Questa attenzione per esseri umani emotivamente segnati e dal futuro brillante e rumoroso si trova in altre opere di Tuono Pettinato, come in Garibaldi. Resoconto veritiero delle sue valorose imprese, ad uso delle giovani menti”, ma soprattutto in Enigma. La strana vita di Alan Turing”, che non ho ancora letto ma si prefigura una cosa da lacrime abbondanti.Abbiamo davanti il Kurt bambino, il sognatore, vivace, che ama, che esplora. Un bambino normale insomma. Non ci sono controversie, non ci sono allusioni. Kurt ha una sensibilità che lo contraddistingue, ma non lo condanna. A portare violenza e a trasformarlo in quello che verrebbe definito “un bambino problematico” sono dei fattori esterni. Lui, con il suo amico Boddah, affronta tutto quanto. La sua infanzia viene travolta da momenti forti e forse troppo crudeli. 

In questo modo l’icona, il simbolo, il personaggio, svaniscono durante una narrazione dolce e adorabile. Kurt e Boddah sono raffigurati Calvin e Hobbes (se non sapete chi siano, boh, non saprei che dirvi), e la cosa aumenta il taglio volutamente sincero della storia. Cobain, il bambino con l’amico immaginario. Certo, la storia prosegue e Kurt cresce, tuttavia la ricerca nel mostrare chi è davvero Kurt, come si sente davvero, sono di una tenerezza incontrollabile. Tuono Pettinato riesce a metterci davanti la visione di un essere umano, ma sopratutto riesce a meravigliarci con la sua storia.

Dalla sua ricerca nell’annullare l’emozione umana, nel disfarsi di quella sensibilità che ormai sentiva pesare sulla sua schiena, alla ricerca della pace attraverso droghe e il raggiungimento del Nirvana, non cade mai in fallo, non c’è un attimo di pesantezza. C’è solo l’ombra di Kurt che lo avvolge sempre di più. Quel Kurt che prima era un bambino, ed ora è un uomo. Tutto qua.


L’incanto che riesce a offrire quest’opera è la vera cosa da non sottovalutare, riuscire a rendere ancora più grande, ma allo stesso tempo a offrire “Pace amore ed empatia” una storia così reale, ma spesso mai vista davvero. 
“I feel as one, in the sun.”

Ah, disegnino bellino bellino (other words not found), che si è fatto fare il mio ragazzo al Lucca Comics.


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